Non è tutto oro quello che…plastica!

Le grandi multinazionali hanno visto una forma di guadagno senza precedenti quando la plastica ha fatto il suo ingresso nel mercato.
L’imballaggio in plastica ha riscontrato un enorme successo e ha cambiato gli stili di vita delle persone.

Per produrre, per vendere e consumare un prodotto si utilizza la plastica.

Quando tutto ebbe inizio?

A partire dagli anni 70’, le famiglie hanno aggiunto un “posto a tavola” per accogliere il nuovo amico, soppiantando il “vecchio amico”: il vuoto a rendere.
Hai capito chi è il nuovo amico? Esatto, è la bottiglia in PET.

Il nuovo vuoto a…PERDERE!

Nel breve tempo, ci si inizia a chiedere una cosa:

“come smaltire l’enorme quantità di plastica prodotta?”

Se ti guardi intorno, ti accorgi che la plastica è ovunque.
Nel giro di quarant’anni, la plastica ha invaso il nostro pianeta, costringendoci a una corsa contro il tempo per eliminare la sua presenza nell’ambiente. Come azienda, specializzata nella produzione di depuratori, vogliamo analizzare questo fenomeno dal punto di vista dell’acqua in bottiglia.

Chi produce la maggior quantità di acqua in bottiglia?

A malincuore, il nostro Bel Paese si conquista il primato europeo per la produzione di acqua in bottiglia, lasciando nelle discariche 11 miliardi di bottiglie di plastica in Pet (nel calcolo non rientra solo l’acqua).
Secondo i dati Censis del 2018, un italiano, in media, beve 206 litri di acqua minerale all’anno.

Quante di queste bottiglie vengono riciclate?

Quasi il 65% del rifiuto, ovvero 7 miliardi di bottiglie, NON viene riciclato e molto probabilmente andrà a popolare i nostri mari e il nostro ambiente.

La stranezza italiana

Abbiamo il primato per aver costruito nel 312 a.C. l’Aqua Appia – il primo acquedotto romano – e abbiamo sempre cercato di assicurare acqua pura e di qualità e di limitare le intossicazioni.
Per quale motivo abbiamo un consumo di acqua in bottiglia analogo a quello dei paesi poveri e in via di sviluppo?
C’è qualcosa che non quadra.
Solo il 29,3% della popolazione italiana beve acqua da rubinetto (Libro Bianco, 2022).
Come mai?
Il consumatore italiano ha sviluppato una sorta di sfiducia nei confronti dell’acqua di rete ritenendola di scarsa qualità.

Lo “stato di forma” delle tubature

Circa la metà (47%) di tutta l’acqua complessivamente prelevata per uso potabile in Italia non raggiunge gli utenti finali a causa delle dispersioni di rete!
Si tratta di 4,5 miliardi di metri cubi d’acqua potabile inutilmente persi, ogni anno!
La scarsa attenzione alla gestione è un dato di fatto.
Secondo l’Istat, recuperando queste perdite si potrebbe garantire il fabbisogno d’acqua a circa 44 milioni di persone in un anno, oltre due terzi degli italiani.
Finalmente, il governo ha stanziato 3,9 miliardi di euro per risanare i problemi della rete idrica italiana, case e imprese, per sistemare i canali che portano l’acqua nei campi, e infine per la costruzione di nuove opere di raccolta dell’acqua.

Ci fidiamo o non ci fidiamo?

Innanzitutto vogliamo sfatare il mito che vi sia una netta differenza qualitativa tra l’acqua in bottiglia e quella del rubinetto.
Nella maggioranza dei casi, l’acqua di rete e l’acqua minerale in bottiglia provengono da falde protette, incontaminate e controllate.
L’acqua, per essere potabile, deve seguire gli standard stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Rimane il problema dell’obsolescenza delle tubature. L’acqua di rete, durante il suo percorso, potrebbe “arricchirsi” di nichel e altre sostanze indesiderate.

La soluzione sostenibile

I nostri depuratori domestici Aquamed ti consentono di migliorare, sanificare e purificare l’acqua di acquedotto ma soprattutto ti consentono di:

  • ridurre la plastica monouso
  • evitare la produzione di CO2 legata al trasporto delle bottiglie e al loro smaltimento
  • rispettare la tua salute
  • ridurre i danni ambientali
  • rispettare la flora e la fauna
  • recuperare la fiducia nell’acqua di rete
  • risparmiare

Il risparmio economico è notevole!

La crescente inflazione, la guerra e le previsioni di consumo al ribasso degli italiani relativamente alla spesa per prodotti alimentari e bevande, hanno comportato un aumento dei prezzi delle bottiglie d’acqua del 10-15% da gennaio.

Rispetto a dicembre 2020, il costo del Pet per produrre le bottiglie è aumentato dell’84%, e il costo del Pet riciclato è cresciuto del 66%.
La verità è che la “materia prima” quasi non costa. Sono i costi diretti e indiretti che fanno lievitare il prezzo di una bottiglietta d’acqua, per oltre il 90% del prezzo.

Le persone che hanno scelto Aquamed, hanno scelto di EVITARE 100 kg di CO2 e 40 kg di plastica all’anno.
E a permetterti di bere l’acqua del tuo depuratore Aquamed ovunque tu sia e a mantenerla sempre fresca pensa la nostra “Carry me”, la borraccia che vuole rimanere sempre con te.

Cosa aspetti?

Scegli Aquamed per promuovere abitudini di vita ecosostenibili, senza sacrificare le comodità grazie all’innovazione tecnologica e alla ricerca!

Compila il form per guardare al futuro con amore per le persone, per gli animali, per le piante, per tutto il pianeta.

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